Social Housing

lecce, 2020

La struttura del sanatorio tubercolare Ex-Galateo, si configura come uno spazio ben integrato nel tessuto urbano esistente, disposto in posizione decentrata rispetto al centro della città ma ben collegato ad essa. L’area si presenta recintata e intatta nella sua memoria storica e la struttura seppure ammalorata rende riconoscibili gli usi per cui è stata progettata. In base a queste premesse, per rispondere alla volontà dell’Ente banditore di destinare gli spazi oggetto di concorso alla funzione residenziale e sociale e per cercare quanto più possibile di preservare gli elementi strutturali esistenti, l’idea progettuale intende offrire a Lecce uno spazio in cui la componente residenziale sia varia e predominante e la componente sociale si inserisca all’interno della struttura creando un collegamento con la parte esterna, per diventare polo attrattore. Un luogo accessibile, sicuro con spazi di aggregazione pubblici e privati con funzioni di cui la città può appropriarsi senza subirne la presenza.

I concetti cardine dai quali prende forma il progetto si possono riassumere in tre macro-interventi: il primo aumenta la permeabilità dell’area attraverso la “fuoriuscita” del piano semi interrato, per aumentarne l’accessibilità e collocare attività commerciali e sociali gestite da terzi a servizio della collettività residente e non residente; il secondo massimizza la superficie residenziale per far fronte alla domanda abitativa del comune di Lecce, motivo che ha portato a concentrarsi nell’ala posta a sud a confine con il parco per effettuare gli interventi più incisivi e innovatori, eliminando la compartimentazione dettata dalla struttura portante e creando una nuova struttura che si innesta nell’esistente definendo nuovi interpiani e nuovi moduli abitativi; il terzo connette il fronte sud con il fronte nord in cui la struttura interna e la pelle esterna vengono rispristinati mantenendo invariata la loro essenza e in alcuni punti la rottura di alcune porzioni di solaio dà vita a spazi aggregativi e abitativi fruibili non solo dai residenti del complesso ma anche dagli esterni, la volontà è quella di creare delle piazze e degli affacci interni opportunamente collegati con le aree a verde esterne.

La struttura mista che contraddistingue l’Ex- Sanatorio e il suo orientamento è una memoria del tempo in cui venne realizzata, l’attuale necessità di riconvertire la struttura secondo le attuali previsioni abitative ha portato ad effettuare delle scelte strutturali che per una porzione del fabbricato richiedono che questa venga completamente ripensata e per un’altra porzione che venga ripristinata.

In particolare, si può dividere il complesso in due parti quella a sud meglio esposta alla luce e alla ventilazione naturale, si presenta autonomamente ad ospitare le residenze e quella a nord compreso il braccio di collegamento centrale da adibire maggiormente ad attività di servizio alle residenze e attività collettive. La configurazione attuale del braccio a sud però presenta interpiani eccessivi pertanto l’ipotesi progettuale di incrementare le residenze ha portato a ripensare interamente la struttura a sud, ipotizzando di demolire l’attuale orditura di travi e pilastri e con essa anche la facciata, la quale non presenta particolarità architettoniche di rilievo ma piuttosto è stata suscettibile di superfetazioni nel corso del tempo, per poi innestare alla porzione di fabbricato esistente una nuova struttura in travi e pilastri di calcestruzzo armato con un interpiano di 2,70 mt il che consente di ottenere due piani in più di residenze nel rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di edilizia abitativa.

Le residenze saranno accessibili sia dall’ingresso a nord che autonomamente da due ingressi posti sui lati corti dell’ala a sud serviti da sistemi verticali meccanizzati e non e da ballatoi di servizio alle residenze.

La struttura del fabbricato a nord e quella centrale saranno ripristinate attraverso consolidamenti dei solai e dei pilastri con rinforzi strutturali in materiali compositi, siano essi in fibra di carbonio o fibra di vetro, poiché rappresentano la soluzione con il miglior rapporto qualità/prezzo per interventi di adeguamento sismico in quanto risultano interventi non invasivi, leggeri e rapidamente eseguibili. Al ripristino seguirà una fase di svuotamento puntuale con l’obiettivo di creare doppie altezze e cortili interni che ospitino i servizi alle residenze e le attività collettive.