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Santa Maria Capua vetere (CE), 2017

La ricerca in oggetto prende forma dalla volontà di affrontare un tema che rispecchiasse il nostro interesse per la città come forma di espressione del dialogo tra architettura e società, e quindi, di osservare le potenzialità e le disponibilità dei tessuti urbani di essere reinterpretati e trasformati, adattandosi ai comportamenti ed all’ evoluzione della società.

Vari sono gli “spazi in attesa” sul territorio sammaritano e tra questi viene individuata P.zza Malatesta per la sua posizione strategica. La Piazza è situata sul corso principale della città dove sono presenti luoghi e istituzioni della cultura pubblici, i quali insieme all’intervento di riattivazione della suddetta piazza, contribuiranno a potenziare un’asse socio-culturale.

L’idea progettuale fissa un principio fondamentale ed allo stesso tempo simbolico: durante il giorno la struttura cattura luce per poi restituirla di notte.

La copertura è pensata per essere dinamica, composta da più elementi (pannelli scorrevoli e tessuti tecnici) che si modificano interattivamente seguendo il flusso della vita e dell’imprevedibile mutare della natura circostante. I fattori diventeranno quindi gli elementi comunicativi attraverso sensori ambientali, che tramite i fenomeni atmosferici (vento, soleggiamento, temperatura e pioggia) si trasformano in impulsi elettrici, i quali non muteranno secondo un ritmo meccanico, ma in maniera sorprendente, imprevedibile. Non è più una costruzione che occupa l’ambiente quindi, ma una costruzione che interagisce con esso. Per quanto più strettamente attiene alla dimensione ecologica del progetto, le strategie e le soluzioni proposte si basano su un approccio che considera l’edificio come un sistema adattivo che utilizza le energie rinnovabili: l’energia solare per rifornire i sistemi di alimentazione energetica.